Il bruxismo è l’abitudine inconscia di stringere o digrignare i denti, spesso durante il sonno. È un disturbo molto comune che può interessare sia adulti che bambini e, se trascurato, può provocare danni significativi ai denti e all’articolazione temporo-mandibolare.
I segni più frequenti sono il consumo anomalo dello smalto, dolore o rigidità ai muscoli del viso al risveglio, mal di testa e fastidi articolari. Nel tempo il bruxismo può causare fratture dentali, retrazione gengivale e alterazioni della masticazione.
Le cause possono essere legate a stress, ansia, disturbi del sonno o malocclusioni dentali. La diagnosi si basa sull’osservazione clinica e, nei casi più complessi, può essere supportata da esami strumentali.
Il trattamento più comune è l’utilizzo di un bite personalizzato, che protegge i denti e riduce le sollecitazioni articolari durante la notte. Nei casi in cui siano presenti fattori emotivi rilevanti, può essere utile associare tecniche di rilassamento o terapie di supporto. Siccome il bruxismo porta spesso a consumi anomali dei denti e/o dolori muscolari e articolari, modifiche sull’occlusione (il modo nel quale chiudono i denti) tramite ortodonzia, ricostruzioni dentali in composito o protesi possono aiutare a trovare un equilibrio migliore funzionale e muscolare e ridurre i segni del bruxismo. Tali interventi richiedono un approccio diagnostico dettagliato, un progetto terapeutico ed esecuzione meticolosa da parte dell’odontoiatra con competenze nella cura delle problematiche gnatologiche.
Affrontare il bruxismo tempestivamente permette di proteggere i denti, ridurre il dolore e migliorare la qualità della vita.
